La filiera apistica in Italia è costituita da più di 50.000 apicoltori fra professionisti e amatoriali, con un numero di arnie pari a circa 1.560.000.[1] Malgrado i numeri importanti, il settore apistico italiano è variegato e costituito prevalentemente da piccole aziende apistiche che non sono in grado di sviluppare in modo autonomo ricerca di settore al proprio interno, e hanno quindi bisogno di un supporto tecnologico esterno.

The apiarist or beekeeping sector in Italy (the honey supply chain) in Italy comprises more than 50 000 beekeepers professionals and enthusiasts (amateurs), with an amount of 1 560 000 hives comprehensively. In spite of these important numbers, the Italian apiarist sector is various and includes small enterprises which cannot afford autonomous research and development activities. Therefore research and development activities and all the technological support needed has to be provided by other enterprises.

La vita dell’apis mellifera, come di tutti gli insetti impollinatori (pronubi), si è complicata nel corso degli ultimi decenni. La globalizzazione ha portato con sé la diffusione di specie esotiche invasive come il parassita varroa destructor (1978), il coleottero aethina tumida (2013) o la recente vespa vellutina (2014) proveniente dall’Asia. La diffusione di pesticidi sistemici della famiglia dei neonicotinoidi in campo agricolo ha causato un aumento delle intossicazioni e avvelenamenti per questo piccolo insetto. L’aumento repentino delle minacce di origine prettamente antropica ha portato apis mellifera a non riuscire a sviluppare contromisure adeguate per tutelare la propria sopravvivenza.

The life of apis mellifera, like the one of all pollinators, has become very difficult in last years. As a consequence of globalization, we witnessed the diffusion of some exotic species difficult to defend against like the varroa parasite (1978), the aethina tumida beetle (2013) or the recent vespa vellutina (2014) coming from Asia. The increasing and systemic use of pesticides like the neonicotinoids in agriculture has caused a significant raise of intoxication and poisoning cases in bees. The sudden increase of danger factors of anthropic origin put apis mellifera species in the situation where they cannot develop adequate strategies for their own survival.

È di estrema importanza che l’uomo eviti che la specie dell’apis mellifera soccomba[2]. L’impollinazione è un bene fondamentale per la sopravvivenza della vita complessa a cui il genere umano appartiene e questo imenottero è uno dei principali insetti impollinatori nel nostro pianeta. Se pensiamo che, oltre ai prodotti agricoli, circa l’80% delle piante spontanee e selvatiche necessita di impollinazione, comprendiamo il valore della sopravvivenza di questo piccolo insetto.

It is therefore of extreme importance that humans take concrete actions in order to avoid the extinction of apis mellifera. Pollination is essential for the survival of life as we know it and of human race itself, and the bees are one of the mains pollinators of our planet. If we consider that, besides agriculture, approximately 80% of our wild endemic species need for pollination, we start to understand the importance of this little insect.

  • “In pratica oggi difendere e salvaguardare le api significa anche difendere e salvaguardare la vegetazione e questo in altri termini significa difendere e salvaguardare l’ambiente in cui viviamo”[3]
  • “In practice, defending and saving bees today means defending and saving vegetal species and, therefore, defending and saving our environment.”[3]

E’ possibile introdurre innovazione e ricerca a servizio di questo prezioso essere vivente? Sì lo è, e BeeVS di APISFERO APS è un progetto che va in questa direzione.

Is it possible to put innovation and research at the service of precious little bees? Yes, it is! And we believe that  the BeeVS project of the APISFERO Association goes straight in this direction.

Come esperti elettronici e informatici appassionati di apicoltura, abbiamo scelto di concretizzare il nostro impegno in tema ambientale. Lo studio della biologia dell’apis mellifera ligustica ci ha permesso di comprendere come la tutela del lavoro dell’apicoltore o pastore di api, possa offrire maggiori chance di sopravvivenza alle api, e abbiamo messo a servizio dell’apicoltura le nostre competenze informatiche, al fine di tutelare la sopravvivenza delle api.

As IT professionals and apiarist enthusiasts, we chose to put our knowledge at the service of this noble environmental cause. The study of the biology of apis mellifera allowed us to understand how the beekeepers’ work can be supported in order to protect the bees, defend them from varroa infections, preserve biodiversity and eventually offer them (and us) a chance to survive.

Ad oggi l’attività di contrasto alla varroa, uno dei più pericolosi parassiti dell’apis mellifera, prevede una pratica assai complessa per l’apicoltore: il conteggio manuale del parassita nel vassoio di caduta posto sotto l’arnia. In ragione del conteggio della varroa precipitata l’apicoltore decide quali azioni di contrasto porre in essere.

Nowadays the main countermeasure to varroa infections are based on a complex and time consuming practice: the apiarist has to manually count the varroa mites present in the fallen trays installed under hives. This activity gives the beekeeper the basis for his/her decision on the appropriate countermeasure to be taken in order to guarantee bees survival.

  • “[…] in apiari con un rapporto medio varroa-api adulte oltre il 2% (due varroe ogni 100 api adulte) in primavera già si verifica una riduzione significativa del raccolto. […] gli alveari che hanno superato il 5% le infezioni virali iniziano ad assumere un andamento epidemico tanto da rischiare di provocare il collasso della famiglia di api.”[4]
  • “[…] in apiaries with varroa – bees rates amounting to around 2% (2 varroa mites present for 100 bees), there is a significant decrease in honey harvest in spring. […] in the apiaries which have more than 5% infection rates, the infections start to assume an epidemic trend that risks to provoke the death of entire bee families.”

[1] Osservatorio Nazionale Miele, dati 2013, http://www.informamiele.it/index.php/crt/i-numeri-dell-apicoltura-italiana

[2] Francesco Nazzi, Sam P. Brown, Desiderato Annoscia, Fabio Del Piccolo, Gennaro Di Prisco, Paola Varricchio, Giorgio Della Vedova, Federica Cattonaro, Emilio Caprio, Francesco Pennacchio, Synergistic Parasite-Pathogen Interactions Mediated by Host Immunity Can Drive the Collapse of Honeybee Colonies, Journal PLOS, 14 giugno 2012, http://journals.plos.org/plospathogens/article?id=10.1371/journal.ppat.1002735

[3] Alberto Contessi, Le Api, biologia, allevamento, prodotti, Edagricole, Bologna, 2010

[4] Antonio Carrelli, Livio Colombari, Marco D’Imperio, Giovanni Guido, Francesco Panella, Umberto Vesco, Lotta alla varroa: il punto 2014, L’Apis Dossier, http://www.lapisonline.it/shop-online-2/view/productdetails/virtuemart_product_id/57/virtuemart_category_id/2.html

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